L'aderenza è chimica prima che tecnica: pelle asciutta su roccia fredda tiene, pelle sudata su roccia tiepida scivola, e nessun allenamento compensa la differenza. Per questo i tentativi seri si programmano attorno all'ombra e al vento, non attorno agli impegni. Se il tiro entra in ombra alle due, alle due bisogna essere scaldati, fasciati e con la beta ripassata: la finestra buona dura un'ora, a volte meno.

Cresta di montagna con alpinisti

Il calendario di un progetto

Un progetto al limite ha il suo calendario, e va rispettato come si rispetta una fessura bagnata. In piena estate si lavorano i movimenti, si memorizzano gli incastri, si prova a sezioni sapendo che il concatenamento non arriverà. Poi l'aria cambia, di solito verso metà settembre, e le tacche che a luglio sembravano unte tornano prese vere. È lì che i mesi di lavoro si incassano, spesso in un tentativo solo.

Chi arriva in falesia da fuori a volte scambia questa attesa per pigrizia. È il contrario: aspettare la condizione giusta è la parte più disciplinata della salita, quella dove non succede niente di visibile e si decide quasi tutto. Il resto, quando il vento gira da nord e la pelle morde, dura pochi minuti.